Turismo Prodotti Tipici Di Cupello

Mercoledì, 28/06/2017

Il Carciofo di Cupello

II carciofo di Cupello è uno dei prodotti più rappresentativi del territorio ed ha una storia ed una tradizione antichissime. Era conosciuto già nell'epoca greco-romana.
A partire dal XV secolo si hanno notizie più certe della sua coltivazione e consumo in Italia. Si dice che Caterina de' Medici ne fosse ghiottissima. Un prezioso documento, il diario di viaggio del padre domenicano Serafino Razzi (Viaggi in Abruzzo, 1575) testimonia la presenza del carciofo nel Vastese.
Spostandosi da Vasto a Punta Penna, descrivendo i luoghi attraversati, annota: "Dopo inchinando già il sole, lasciammo il mare, per boschi di olivi, e tra fiori di ginestre e pendici di carciofi selvatici salendo, ce ne ritornammo al convento con alquanti gamberi e granchi presi". I carciofi di cui parla erano selvatici, ma poco importa, perché l'annotazione del Razzi, conferma già secoli fa l'esistenza nella zona di un ambiente particolarmente favorevole alla coltura del carciofo che ne determinò successivamente la diffusione negli orti familiari.
Nel XVIII secolo, sul mercato di Lanciano era possibile acquistarli. Nel corso dei secoli successivi la coltura non ha conosciuto interruzioni, anche se per il passaggio dall'autoconsumo ad una coltivazione razionale bisogna aspettare la fine degli anni Cinquanta. Nel 1961, a Cupello, fu costituita la cooperativa San Rocco, leader nella produzione e commercializzazione di questo prodotto che ha ottenuto il marchio collettivo comunitario.
All'azione dei produttori, si è poi aggiunta quella dell'amministrazione comunale che sta investendo molto sulla tipicità. Titolare del marchio è la Camera di commercio di Chieti, prima in Abruzzo e forse anche in Italia nel settore agroalimentare a tutelare, promuovere e valorizzare i prodotti tipici. Dopo la ventricina del Vastese, anche per il gustoso ortaggio ci sono garanzie sull'origine, la natura e la qualità.
Il carciofo è della varietà Cynara scolymus L. spp. e l'ecotipo locale è di derivazione del Campagnano, varietà Carciofo Romano o Romanesco, a ciclo tardivo, con maturazione a marzo-aprile, a seconda dell'andamento climatico del periodo. Il disciplinare di produzione è assai rigido e, se da un lato tutela i produttori dall'utilizzo improprio del nome carciofo di Cupello, dall'altro garantisce anche il consumatore che acquista un prodotto controllato lungo tutta la filiera, secondo i principi della tracciabilità. Il disciplinare di produzione, però, prevede anche che la zona di appartenenza debba essere quella del territorio di Cupello e dei comuni limitrofi di Furci, Lentella, Monteodorisio San Salvo e Vasto.
È necessario, inoltre, che sia coltivato in terreni profondi, freschi, ben drenati. Prima di essere immesso in commercio deve avere colore verde di fondo con sfumature più o meno intense di violetto, forma tondeggiante e il caratteristico foro all'apice.